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domenica 24 ottobre 2010

I FIORI DEL MALE di Rani Manicka

Titolo: I FIORI DEL TEMPIO
Autore: RANI MANICKA
Traduttori: Colombo A., Frezza Pavese P.
Editore: Mondadori
Data di Pubblicazione: 2006
Collana: Omnibus
ISBN: 88-04-56053-3
Pagine: 391

TRAMA
Bellissime e innocenti, uguali come due gocce d'acqua, le giovani sorelle Nutan e Zeenat vivono indisturbate sull'isola di Bali immerse in una natura rigogliosa, nell'incanto di colori e profumi esotici. La vita scorre tranquilla sotto la protezione dell'adorata nonna Nenek, che tutti al villaggio considerano una strega perché parla con gli spiriti e cura con gli incantesimi; finché all'improvviso, dopo la morte della madre, le due ragazze sono costrette a trasferirsi a Londra....
UNA PAGINA:
L'alba faceva capolino dalle colline quando aprii le minuscole porte di legno dell'antico altarino di casa. Nelle nicchie deposi cestini di foglie di cocco pieni di frutta, fiori e dolciumi.Su alberi e cespugli tutto era immobile e silenzioso.accesi i bastoncini d'incenso, chiusi gli occhi nell'aria fresca e fragrante e unii le palme delle mani, e il mondo scomparve. Sarei potuta restare così per un'ora intera, se non fosse stato per un inaspettato scoppio di risa infantili al di là del giardino. Nell'eco di quel suono, per un istante, colsi il suo bagliore.Mi destai di colpo!Non era lei. Certo che no.Paralizzata, fissai le mie mani serrate, le nocche bianche. Non poteva essere lei.. eppure mi slanciai di corsa sulla terra indurita per arrampicarmi sul muro. I miei piedi trovarono in fretta le familiari fessure tra i sassi e giunta in cima , le vidi:due bambine sui quattro o cinque anni, splendide nei loro costumi da ballo, con grandi copricapo di foglia d'oro finemente lavorata che muovendosi rifletttevano la luce del mattino. Nel passare davanti al nostro cancello le bimbe calpestarono coi piedi nudi i gusci che gli scoiattoli avevano scartato durante la notte. Poi, svoltato l'angolo, scomparvero.

giovedì 7 ottobre 2010



Titolo: LA CITTÀ DELLE ROSE
Autore: DALIA SOFER
Traduttore: CATERINA LENZI
Editore: PIEMME
Data di Pubblicazione: 2008
ISBN-13: 9788838486906
Pagine: 318

LA TRAMA:
Quattro persone che, nell’Iran dopo la deposizione dello Scià, vivono qualcosa di immaginabile fino a qualche tempo prima:
Isaac, ebreo, accusato di essere una spia, incarcerato, torturato, che cerca di restare lucido e fiducioso pensando al passato e augurandosi un futuro.
Farnaz, la moglie, incapace di reagire, ma paziente nell’attesa, anche quando scopre che la domestica che riteneva affezionata e fedele, le si rivolta contro adottando la nuova logica dell’ingiustizia sociale, sobillata dal figlio, fanatico assertore del nuovo regime..
Shirin, ancora troppo piccola, ma capace di un gesto tanto ingenuo, quanto rischioso, volto a salvare altre persone.
Ed infine Parviz, il figlio maggiore, mandato a studiare in America, dove conosce l’amarezza del profugo e dell’esule. Una famiglia distrutta, come troppo spesso accade, dalla follia della guerra.
COMMENTO:
Un libro molto crudo, che parla ancora una volta degli orrori della guerra, della crudeltà di capi che usano la religione oltre che assurde motivazioni per sfogare il loro odio, e giustificare quanto di più orribile può perpetarare un essere umano contro il suo simile, divenuto, improvvisamente, per un capriccio del destino “il nemico”!

lunedì 4 ottobre 2010

Tracy Chevalier - La dama e l'unicorno

Titolo LA DAMA E L'UNICORNO
AUTORE:Tracy Chevalier
Traduzione di Massimo Ortelio
ISBN 88-7305-936-3
Pagine 288
Editrice Neri Pozza
Collana I NARRATORI DELLE TAVOLE


L'AUTORE
Tracy Chevalier è nata a Washington.
Nel 1984 si è trasferita in Inghilterra, dove ha lavorato a lungo come editor.
Con La ragazza con l'orecchino di perla (Neri Pozza, 2000) ha ottenuto, nei numerosi paesi in cui il libro è apparso, un grandissimo successo di pubblico e di critica.
Bestsellers internazionali sono stati anche i suoi romanzi successivi:
Quando cadono gli angeli (Neri Pozza, 2002)
La dama e l'unicorno (Neri Pozza, 2003).
La Vergine azzurra è il suo primo romanzo

Una pagina del libro

Pare un’accetta la mascella di Jean Le Viste, i suoi occhi sono lame di coltello. Guizzavano qua e là nella stanza. Alla fine si sono posati sulla finestra alle mie spalle.
«Intendo discutere di un lavoro con voi, Nicolas des Innocents», ha detto, rimboccandosi le maniche della veste ornata di pelliccia di coniglio e tinta del rosso cupo tipico degli avvocati. «Per questa stanza».
Mi sono guardato intorno, senza far trapelare alcuna impressione. Conviene sempre quando si è davanti a Jean Le Viste.
«Cosa avete in mente, Monseigneur?»
«Arazzi»
.Non mi era sfuggito l’uso del plurale. «Forse una coppia di stemmi con le vostre insegne, da appendere ai due lati della porta?»
Jean Le Viste ha fatto una smorfia e io mi sono pentito di aver parlato.
«Voglio coprire di arazzi queste pareti».
«Tutte?»
«Sì».
Ho rifatto il giro della sala con lo sguardo questa volta con più attenzione. La Grande Salle era lunga non meno di dieci passi e larga cinque. I muri fatti della pietra di qui, grigia e ruvida, erano molto spessi. Su una delle pareti lunghe si aprivano tre finestre, mentre quella in fondo era occupata per metà dal camino. Per tessere gli arazzi necessari a rivestire la stanza un artigiano avrebbe impiegato parecchi anni.
«Quale soggetto desiderate, Monseigneur?»
Avevo già disegnato un arazzo per Jean Le Viste, uno stemma, ovviamente. Non era stato difficile ingrandire lo stemma dandogli le dimensioni di un arazzo e disegnando un po’ di vegetazione come sfondo.