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domenica 2 gennaio 2011

LA PSICHIATRA - Wulf Dorn



Titolo originale: Trigger.
Traduzione di Alessandra Petrelli.
pag 399.
ISBN 978-88-6380-075-3
© 2010 Casa Editrice Corbaccio s.r.l., Milano.

UNA PAGINA---
Il limite di velocità all’interno della clinica era di venti chilometri l’ora, ma il tachimetro della dottoressa Ellen Roth ne segnava almeno cinquanta.
Ellen era diretta all’edificio che ospitava il reparto 9. Per l’ennesima volta durante quella mattinata lanciò un’occhiata al cruscotto, quasi sperasse che le minuscole cifre digitali dell’orologio fossero così premurose da lasciarle ancora un po’ di tempo. Al contrario, la informarono con spietata precisione che aveva già accumulato oltre mezz’ora di ritardo.


COMMENTO
Da leggere assolutamente

mercoledì 3 novembre 2010

IL CUSTODE DEL FARO di JANETTE WINTERSON


TITOLO: IL CUSTODE DEL FARO
AUTORE: JEANETTE WINTERSON
TRADUTTORE: CHIARA SPALLINO ROCCA
EDITORE: MONDADORI
PAGINE: 239
ISBN: 8804536748
DATA PUBBLICAZIONE: 2005


LA TRAMA DEL LIBRO:
Rimasta orfana, la piccola Silver viene adottata da Pew, un gentile e misterioso personaggio che vive nel faro di Cape Wrath. Nell'occuparsi teneramente di lei, Pew le racconta antiche storie incentrate sul desiderio, sullo sradicamento, sui legami e sulle assenze che segnano la nostra vita. Le racconta in particolare la storia di Babel Dark, un reverendo locale dell'Ottocento che ha vissuto due vite, una pubblica avvolta nell'oscurità e una privata immersa nella luce. Le storie di Pew si aprono sotto gli occhi di Silver come una mappa da seguire per penetrare nella propria oscurità. Piccola Ulisse dei nostri giorni, Silver comincia così un viaggio dentro le storie che ci raccontiamo, storie d'amore e privazione, di passione e desiderio.


UN BRANO DEL LIBRO:

TU sei la porta scavata nella roccia che si spalanca quando la luna si illumina.Tu sei la porta in cima alle scale che ci appare solo nei sogni.Tu sei la porta che finalmente libera il prigioniero.Tu sei la porta sul ciglio del mondo.Tu sei la porta he si apre su in un mare di stelle.Aprimi. Spalancami. Socchiudimi. Attraversami e qualsiasi cosa ci sia al di là, potrà solo essere raggiunta così. Da te. Ora. In questo attimo isolato nel tempo che racchiude tutta una vita.

lunedì 4 ottobre 2010

Tracy Chevalier - La dama e l'unicorno

Titolo LA DAMA E L'UNICORNO
AUTORE:Tracy Chevalier
Traduzione di Massimo Ortelio
ISBN 88-7305-936-3
Pagine 288
Editrice Neri Pozza
Collana I NARRATORI DELLE TAVOLE


L'AUTORE
Tracy Chevalier è nata a Washington.
Nel 1984 si è trasferita in Inghilterra, dove ha lavorato a lungo come editor.
Con La ragazza con l'orecchino di perla (Neri Pozza, 2000) ha ottenuto, nei numerosi paesi in cui il libro è apparso, un grandissimo successo di pubblico e di critica.
Bestsellers internazionali sono stati anche i suoi romanzi successivi:
Quando cadono gli angeli (Neri Pozza, 2002)
La dama e l'unicorno (Neri Pozza, 2003).
La Vergine azzurra è il suo primo romanzo

Una pagina del libro

Pare un’accetta la mascella di Jean Le Viste, i suoi occhi sono lame di coltello. Guizzavano qua e là nella stanza. Alla fine si sono posati sulla finestra alle mie spalle.
«Intendo discutere di un lavoro con voi, Nicolas des Innocents», ha detto, rimboccandosi le maniche della veste ornata di pelliccia di coniglio e tinta del rosso cupo tipico degli avvocati. «Per questa stanza».
Mi sono guardato intorno, senza far trapelare alcuna impressione. Conviene sempre quando si è davanti a Jean Le Viste.
«Cosa avete in mente, Monseigneur?»
«Arazzi»
.Non mi era sfuggito l’uso del plurale. «Forse una coppia di stemmi con le vostre insegne, da appendere ai due lati della porta?»
Jean Le Viste ha fatto una smorfia e io mi sono pentito di aver parlato.
«Voglio coprire di arazzi queste pareti».
«Tutte?»
«Sì».
Ho rifatto il giro della sala con lo sguardo questa volta con più attenzione. La Grande Salle era lunga non meno di dieci passi e larga cinque. I muri fatti della pietra di qui, grigia e ruvida, erano molto spessi. Su una delle pareti lunghe si aprivano tre finestre, mentre quella in fondo era occupata per metà dal camino. Per tessere gli arazzi necessari a rivestire la stanza un artigiano avrebbe impiegato parecchi anni.
«Quale soggetto desiderate, Monseigneur?»
Avevo già disegnato un arazzo per Jean Le Viste, uno stemma, ovviamente. Non era stato difficile ingrandire lo stemma dandogli le dimensioni di un arazzo e disegnando un po’ di vegetazione come sfondo.