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martedì 2 novembre 2010

LA PASSIONE DI ARTEMISIA - Susan Vreeland



LA PASSIONE DI ARTEMISIA
SUSAN VREELAND
EDITRICE Neri Pozza
Collana: I narratori delle tavole
Pagine 320
Anno 2002
ISBN 88-7305-887-6
Traduzione di Francesca Diano
LA TRAMA IN SINTESI
"Quattordici maggio 1612". Nella sala di Tor di Nona, il tribunale papale, il notaio, un ometto avvolto di rosso porpora scuro, borbotta scrivendo con la sua penna d'oca. Due mesi, e per la prima volta non ha dipinta sulla faccia un'espressione annoiata, poiché oggi è l'atteso giorno del giudizio. Tra poco, l'Illustrissimo Signore Hieronimo Felicio, luogotenente di Roma e inquisitore di Sua Santità, farà il suo ingresso nella sala, si sistemerà sul suo alto scranne, si accomoderà la veste scarlatta in modo da sembrare più imponente e interrogherà la donna, la giovane artista per la quale mezza Roma è accorsa nelle sinistre aule dell'Inquisizione, mentre l'"assistente di tortura" le stringerà le ruvide corde della sibilla attorno alle dita.
Tra poco si saprà se corrispondono al vero le parole della denunzia che il padre della giovane ha sporto presso il papa Paolo V, parole che sono risuonate a lungo in ogni angolo della Città eterna e rimbombano ora nella mente di ognuno nell'umida e scura sala di Tor di Nona: "Agostino Tassi ha deflorato mia figlia Artemisia e l'ha forzata a ripetuti atti carnali, dannosi anche per me, Orazio Gentileschi, pittore e cittadino di Roma, povero querelante, tanto che non mi è stato possibile ricavare il giusto guadagno dal suo talento di pittrice".
UNA PAGINA
Presi con me alcuni disegni, per mostrargli qualche esempio del mio lavoro. Cesare Gentile mi salutò nuovamente spalancando le braccia, lasciando intravedere i ricami della sua vestaglia. «Perdonatemi se vi ho convocato così presto. E solo la dimostrazione del mio entusiasmo».«Vi ho portato dei disegni recenti, perché possiate vederli in anteprima».«Sarò onorato di vederli, poiché il vostro talento mi è già noto». Li esaminò con grande interesse, annuendo e mormorando in segno di approvazione, dopo di che mi condusse in giardino. Passeggiammo lungo il sentiero sabbioso, fiancheggiato da una siepe fiorita. «Come vi ho già detto, per prima cosa desidero che dipingiate una figura femminile. Una donna dipinta da una donna, perché in tal modo potrete immergervi profondamente dentro di lei. Potreste conoscere segreti che noi uomini, voi capite, non conosciamo. In secondo luogo, deve essere bella, ma non troppo bella — per non suscitare l’invidia delle mie deliziose fìgliole. Sufficientemente bella tuttavia, perché possano vedere la donna — e dunque se stesse — come un’opera d’arte. Preziosa». Carezzò l’aria con le mani, come a tracciare delle curve sensuali. «E poi, come sapete, dev’essere un nudo». Spalancò le braccia. «Mostrateci la Donna in tutta la sua gloria».

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